Missione 2: rivoluzione verde e transizione ecologica

La seconda Missione del Piano riceve lo stanziamento più cospicuo di tutte le Missioni per attuare la decarbonizzazione dei processi energici necessaria per risolvere la crisi climatica in atto e tutelare l’ambiente, obiettivo assolutamente indifferibile.

L’Italia risulta particolarmente esposta ai rischi climatici e ne risente anche il suo patrimonio artistico. Tuttavia, come evidenzia il PNRR, può avvantaggiarsi maggiormente delle risorse rispetto ad altri Paesi, per l’abbondanza di alcune rinnovabili, come il sole (il Sud vanta fino a 30/40 % in più di irraggiamento rispetto alla media europea, con costi di generazione solare più contenuti) e la scarsità di fonti energetiche tradizionali, come il petrolio e il gas naturale.

La Missione 2 prevede 4 componenti (vedi immagine) rivolte alla medesima direzione:

1) Agricoltura sostenibile e Economia circolare,

2) Energia rinnovabile, idrogeno, rete e mobilità sostenibile,

3) Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici,

4) Tutela del territorio e della risorsa idrica.

Consedin

Consedin

M2-Componenente 1 Economia circolare e agricoltura sostenibile

La sostenibilità ambientale è l’obiettivo fondamentale della seconda misura. Il percorso per conseguirla è duplice: 1) gestione rifiuti (ad esempio rafforzando la raccolta differenziata, ammodernando gli impianti di trattamento degli stessi, creando impianti ex novo nel Centro-Sud), e 2) sviluppo di una filiera agricola-alimentare smart e sostenibile attraverso l’adeguamenti delle infrastrutture irrigue.

M2 Componente 2 Energia rinnovabile, idrogeno, rete e mobilità sostenibile

La seconda componente della Missione 2 si prefigge la progressiva decarbonizzazione di tutti i settori a vantaggio delle energie rinnovabili e soluzioni basate sull’idrogeno, con particolari investimenti e riforme nelle filiere produttive nel settore idrogeno.

Per abilitare e accogliere l’aumento di produzione da fonti rinnovabili e per aumentare la resilienza a fenomeni climatici estremi e frequenti, la seconda linea di intervento persegue il potenziamento e la digitalizzazione delle infrastrutture di rete (es. rete ciclabili in ambito urbano, rete attrezzata per le infrastrutture del trasporto rapido di massa su metro, tram, filovie e funivie).

A sostegno della decarbonizzazione, sarà incentivata la mobilità basata su veicoli elettrici rinnovando anche la flotta autobus con mezzi a basso impatto ambientale, la flotta treni per trasporto regionale e intercity con mezzi a propulsione alternativa, rinnovo auto vigili del fuoco.

M2 Componente 3 – Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici

La terza componente, nell’ambito della seconda Missione, prevede tre linee di intervento:

  • Un programma di miglioramento dell’efficienza e della sicurezza degli edifici pubblici, con attenzione particolare a scuole (195 edifici) e cittadelle giudiziarie (48 edifici).
  • Un incentivo temporaneo per la riqualificazione energetica e l’adeguamento antisismico del patrimonio immobiliare privato e per l’edilizia sociale attraverso detrazioni fiscali.
  • Uno sviluppo di sistemi di teleriscaldamento efficienti, ossia basati sulla distribuzione di calore generato da fonti rinnovabili.

M2 Componente 4 – Tutela del territorio e della risorsa idrica

La tutela del territorio inteso come patrimonio naturale, agricolo e biologico unico va intesa come mitigazione dei rischi idrogeologici, salvaguardia delle aree verdi e della biodiversità, eliminazione dell’inquinamento delle acque e del terreno e la disponibilità di risorse idriche.

Per mitigare il rischio idrogeologico sarà necessario operare sinergicamente su due binari:

  • gestione delle emergenze,
  • pianificazione e prevenzione delle emergenze.

Per quanto riguarda la tutela delle biodiversità relative al verde urbano ed extraurbano, sono previste azioni specifiche rivolte principalmente alla 14 città metropolitane per lo sviluppo di boschi urbani e periurbani.

Sono previste, inoltre, procedure standardizzate e digitalizzate di gestione dei 24 parchi nazionali e delle 31 aree marine protette. Nel campo della tutela del patrimonio marino sono necessarie operazioni di monitoraggio, ripristino e protezione dei fondali e degli habitat marini per invertire la tendenza al degrado degli ecosistemi mediterranei. Fondamentali, infine, risultano gli interventi relativi alla prevenzione e ripristino del territorio, alla forestazione urbana, alla rinaturazione del Po, ed all’eliminazione inquinamento delle acque e della terra.

La Misura prevede anche riforme ed investimenti nel settore dell’approvvigionamento e della gestione sostenibile delle risorse idriche lungo tutto il ciclo, con particolare attenzione al Mezzogiorno che si caratterizza per un’elevata dispersione di tale risorsa. Interventi generali e mirati sempre per il Mezzogiorno, riguardano il sistema della rete fognaria e di depurazione.

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